Nel dicembre 2007 la rivista Espressioni procidane è ritornata con successo in edicola.
Nata nel lontano 1984 la rivista perseguiva un unico obiettivo: offrire ai procidani un contributo di riflessione sulla propria realtà per guardare al futuro con più ottimismo e speranza.
Affievolito il dibattito politico e sociale, lisola allora si presentava pressoché abbandonata a se stessa e senza alcun slancio vitale. Salvo il Campanile di san Giuseppe e qualche testata ciclostilata come Il confronto, non esisteva allepoca una rivista che aprisse costantemente il dibattito sui problemi dellisola, e desse voce ai cittadini.
Ebbene Espressioni procidane, grazie ad un nutrito gruppo di giovani entrò in tante case procidane, riaprì prospettive nuove allisola, suscitò la nascita di altre testate, ma soprattutto favorì la presa di coscienza in tanti cittadini che, senza una partecipazione attiva e costante ai problemi del paese, lisola non sarebbe riuscita a stare ai passi con i tempi.
Tuttavia, nel 1997, nonostante il buon numero di copie vendute che si ripeteva ad ogni numero, la rivista fu costretta a chiudere. Determinante fu lallontanamento dallisola per motivi di lavoro della maggior parte dei redattori, i quali erano per lo più giovani.
Oggi, dopo dieci, anni la testata è riapparsa, con una squadra diversa formata da molti professionisti affermati in vari campi lavorativi e anche da giovani, ma ugualmente entusiasta di condividere un progetto che punta principalmente a dare un contributo per la ricostruzione di un tessuto sociale che oggi si presenta ancora con grossi problemi.
Problemi che, se si vuole, sono quelli della maggior parte delle nostre città, ma che in unisola di solo 3,7 kmq vengono più in evidenza ed appaiono in tutta la loro crudezza: droga, inquinamento ambientale, caos stradale, mancanza di lavoro
solo per citare i più gravi ed i più evidenti.
Eppure non mancano sul nostro territorio tante forze positive che da più parti si impegnano a recuperare quei valori che possono far grande la vita di una città, ed offrire qualche risposta.
In primo luogo le forze del volontariato che mai sono state a Procida così numerose: limpegno teatrale di tante giovani compagnie, il lavoro generoso di uomini adulti sulle nostre strade nell Operazione primavera che ha colmato tante lacune amministrative in campo ambientale, limpegno ad un progetto unitario delle comunità ecclesiali dopo secoli di miope separatismo parrocchiale, la riscoperta di una scuola aperta al territorio da parte delle Istituzioni scolastiche dopo decenni di isolamento e chiusura, la creazione di un movimento sempre più collettivo da parte degli imprenditori turistici che per la prima volta si rivolgono compatti e uniti agli Amministratori locali per chiedere con forza unisola serena, pulita, tranquilla per uno sviluppo di un turismo di qualità, da aprile a ottobre, e compatibile con le limitate dimensioni dellisola.
Inoltre, elemento non trascurabile, sempre più, da tante parti, si prende coscienza che questisola, amata e conosciuta in Europa, al pari di Ischia, fin dallottocento per il romanzo Graziella di Lamartine, e più tardi per Lisola di Arturo di Elsa Morante, ha saputo nei secoli costruire rapporti di collaborazione e di amicizia con uomini di tutto il mondo e una mentalità aperta al dialogo e al confronto che ha favorito progettualità e inventiva, determinanti per venir fuori a testa alta in molti momenti difficili.
Espressioni procidane, vuole inserirsi proprio in questo solco di civiltà, cultura, volontariato e apertura al mondo che ha contraddistinto da sempre lisola, perché essa ritrovi nella propria Storia le ragioni di un cammino di onesta e trasparente laboriosità, che possa affrancarla dai tanti mali che laffliggono oggi, e proporsi nello scenario europeo come unisola ricca di storia, di cultura, di bellezze paesaggistiche, riconosciute e difese dai procidani e dai tanti amici dellisola sparsi nel mondo.
Invitiamo quanti condividono questa linea del giornale a offrirci una collaborazione.
La Redazione